Il ripristino

L’attività estrattiva si svolge all’interno del territorio comunale in un’area ben definita e delimitata tramite il Servizio Minerario dalla Provincia Autonoma di Trento. Tale attività è regolata dal cosiddetto Programma di Attuazione, che indica le norme per lo scavo e le misure atte a prevenire e ridurre gli impatti sull’ambiente. Il Programma contiene anche una previsione della situazione dell’area estrattiva dopo 5 anni, in base alla quale viene ipotizzato un progetto di ripristino. In caso di dismissione il concessionario ha l’obbligo di realizzare le azioni di ripristino presenti nel Programma.
 
Per compensare la riduzione della superficie boschiva dovuta all’attività estrattiva è stato introdotto il “doppio ripristino”, in base al quale il concessionario deve effettuare dei lavori boschivi in aree indicate dalla Provincia Autonoma di Trento mentre la cava è ancora attiva. In passato le ditte si occupavano direttamente di tali operazioni, in seguito è stato istituito un fondo apposito dal quale il Corpo Forestale può attingere.
 
Il ripristino ha l’obiettivo di rendere meno evidente l’impatto dell’attività estrattiva sul paesaggio rimodellando i gradoni e coprendoli con la vegetazione. I materiali utilizzati sono per lo più sfrido di porfido e terra provenienti dall’attività di cava. Per stabilizzare il versante e far attecchire le piante si possono utilizzare reti biodegradabili ancorate al suolo o emulsioni a base di
fibre di legno e collanti.