Il castagneto

Il maestoso castagno ha rappresentato fino al secolo scorso una delle principali fonti di sostentamento per gli abitanti di Albiano, gente di montagna abituata a lavorare la propria terra con grandi sacrifici.
 
Con l’avvento dell’industria del porfido nella seconda metà del XX secolo le forze impiegate nell’economia contadina sono notevolmente diminuite.
Nell’ultimo decennio, grazie all’attività del Consorzio di Miglioramento Fondiario di Albiano, sono stati recuperati molti castagneti secolari e promossi corsi per l’insegnamento delle tecniche di coltivazione e di innesto.
 
Il Consorzio ha bonificato oltre un ettaro di territorio incolto di proprietà del Comune di Albiano, mettendo a dimora ed innestando oltre 200 piante nel terreno in cui ci troviamo.
 
Il castagno
Età: fino a 1000 anni (maturità a 15 anni)
Circonferenza: > 4 m - Altezza: > 30 m
Frutti : castagna e marrone
Pr duzione annua di marroni: > 50 Kg
Produzione totale annua ad Albiano
nella prima met à del ’900: 1000 Kg!
Utilizzi: legname pregiato adatto a mobili, travature e botti. Nel secolo scorso dal castagno si ricavava anche il tannino, una sostanza impiegata nella concia delle pelli.
 
La raccolta
Nel castagneto sono state inserite tre statue create dallo scultore locale Egidio Petri, che rappresentano le fasi fondamentali della raccolta delle castagne. Sono state realizzate in porfido per creare un legame fra il passato contadino e il presente dalle cave, auspicando che in futuro i due elementi possano convivere e sostenersi a vicenda.
 
La vendita
Parte del prodotto era venduto nei mercati per la festa di Ognissanti. Con la rimanenza si realizzavano le cosiddette “filze”, collane di castagne che si vendevano durante le fiere di Santa Lucia (13 dicembre) e di San Giuseppe (19 marzo) in contrada Larga, l’odierna via Belenzani a Trento.