Gli anni del successo (1925-1975)

A metà degli Venti del XX secolo, la corsa all’oro bianco era decisamente avviata.

Nei decenni tra le due guerre il numero delle imprese minerarie presenti in paese raddoppiò.

Dopo i primi imprenditori Corna Pellegrini da Pisogne (Val Camonica, Brescia) e Maffei (Porto Ceresio, Varese), giunsero i Gessi detti “Macario” da Lovere (Bergamo) e i Cima (da Lecco). Questi ultimi coltivarono un giacimento in località Paèr e Pice, che ricadeva sul territorio della comunità di Storo.

Nel frattempo, il Comune di Darzo divenne, a partire dal 1928 una frazione del Comune di Storo. A quest’ultimo spettava ora il compito di assegnare le concessioni e fissare la base d’asta per la riscossione degli affitti.

Centinaia di uomini e donne furono impiegati per estrarre la barite (solfato di bario) nei siti di miniera in montagna e per la lavorazione dello stesso negli stabilimenti sorti a fondovalle.

Anche alcuni locali decisero di intraprendere la coltivazione della barite. Ma evidentemente i giacimenti più importanti erano già stati tutti individuati e  sfruttati, cosicché le loro fortune non furono mai della portata dei primi scopritori e imprenditori lombardi.

Mio papà si chiamava Giuseppe Piccinelli e veniva da Pisogne in Val Camonica, provincia di Brescia. Lavorava per la ditta Corna come capo miniera e nel 1938 ha portato qui a Darzo la famiglia, eravamo in undici.

(testimonianza di Ester Piccinelli, cernitrice)

Ho iniziato a lavorare come cernitrice per la ditta Maffei a quindici anni e ho lavorato fino a quando mi sono sposata nel 1957. Era un lavoro duro ma per fortuna che c'era, le alternative erano andare a servire in città oppure a lavorare in campagna con i genitori per chi aveva una mucca, quattro campi e due prati. Il lavoro per le ditte minerarie permetteva di aiutare la famiglia, poi mia mamma mi lasciava qualcosa per farmi il corredo, una volta un lenzuolo, una volta un asciugamano.

(testimonianza di Dolores Balduzzi, cernitrice)

Mio papà Primo Marini della famiglia "Ciàli" ha lavorato al Macario. Poi ha lavorato alla Mineraria Baritina dei Corna. Faceva il teleferista.

(testimonianza di Nella Marini, cernitrice)

Ho lavorato alla miniera della Cima a Pice e Paèr dal 1956 al 1959. Facevo il minatore a Paèr e si lavorava 10 ore al giorno per poter recuperare il sabato e andare a casa il venerdì pomeriggio.

(testimonianza di Antonio Pasi, minatore)

 

Riferimenti

Le testimonianze sono estratte da Ritratti di miniera: progetto di raccolta di memorie orali di ex lavoratori e lavoratrici e imprenditori delle miniere di Darzo.

www.minieredarzo.it/it/ritratti-di-miniera/

 

DOCUMENTI

Comune di Storo – Dichiarazione dell’entità della produzione di barite da parte delle ditte concessionarie – Anno 1946