Le segherie

La produzione di legname semilavorato, destinato all’uso nell’edilizia e nelle falegnamerie, avveniva nelle numerose segherie presenti sul Rio Stava.

La loro diffusione nell’arco alpino avvenne nel periodo di massima espansione (e conseguente richiesta di legname) della Repubblica di Venezia. La “segheria veneziana” era dotata di sega a lama unica, funzionante per mezzo della forza idraulica e usata per sezionare i tronchi. Se ne ricavavano principalmente tavole o travi di vario spessore.

 
Particolari tecnici sulla "veneziana"
 
La veneziana era una sega a lama unica, funzionante per mezzo della forza idraulica. L’acqua veniva incanalata per essere condotta nel “banco de presa” da dove partiva nuovamente, per dirigersi sul mulinello.  Il mulinello, attraverso la turbina metteva in moto la lama che compiva un moto verticale, dall’alto al basso, dal basso all’alto.
Per rendere la sega inattiva l’acqua, anziché cadere sul mulinello, veniva dirottata attraverso un'asse che, calata sul canale, la portava tramite una conduttura sopra il meccanismo.
 
 
Processo di lavorazione
 

Dopo essere stati tagliati, i tronchi venivano portati in un piazzale per poi essere accatastati, “ntazonài”, trascinati a mano con uno strumento simile ad una zappa appuntita detto “zapìn”. I tronchi erano poi portati su di una banchina per essere “testài” (tagliati traversalmente) di metri 4.04 per mezzo di una testatrice (“testadóra”). Questa sega era azionata dallo stesso meccanismo che muoveva la veneziana. I tronchi erano poi portati tramite una slitta meccanica  (“car de la ziéga”) per essere ridotti in tavole o travi tramite taglio longitudinale. Il telaio era appositamente costruito per variare gli spessori del taglio per mezzo di modelli (“möde”) che allargavano o stringevano lo spazio fra loro e la sega.
Alla fine della stagione le tavole venivano accatastate fino a un altezza massima di 7 0cm per la rifilatura e quindi accatastate sul piazzale per la stagionatura.
 
 
Scelta e lavorazione del tronco
 
Pur con l'utilizzo di macchinari più moderni e sofisticati, i conceti basi per la scelta e lavorazione dei tronchi valdono ora come un tempo.
1. La scortecciatura è essenziale per ottenere legno pulito e una stagionatura rapida e regolare. La corteccia viene usata come combustibile.
2. Le tavole irregolari (con la faccia tondeggiante) servono per falegnameria, armature o coperture di tetti. Sono utilizzate come combustibile o destinate alla triturazione per ottenere chips per cartiere e fabbriche di pannelli.
3. Le parti più esterne del tronco sono le meno nodose e sono destinate alla produzione di tavolame, ricavandone assi dello spessore da 2 a 8 centimetri.
4. Verso il centro del tronco il legno è più nodoso e duro. Se la potatura non è stata curata in tempo, risultano “nodi passanti” che calano il valore del legname destinato a tavolame.
5. La sfogliatura si effettua con macchine sfogliatrici. Il tronco ruota contro una lama, la quale stacca un foglio continuo. Largo quanto è lungo il tronco, utilizzato per compensati e per impiallacciature.
Vi sono diversi modi di segare un tronco; tutti hanno lo scopo di ricavare, col minor scarto possibile, tavole e travi e di far sì che durante la stagionatura abbiano un ritiro uniforme e non subiscano imbarcamenti o torsioni.
L’utilizzazione razionale del legno, fin dalla prima lavorazione del tronco, consente di non sprecare questa preziosa materia prima che alimenta molte industrie.
 
 
Le segherie sul Rio Stava
 

NOME

PROPRIETARIO

ANNO di COSTRUZIONE

FINE ATTIVITÀ

ATTUALMENTE

Segheria dei DORI

Mich Eliseo (Doro). 

Nell'ultimo periodo in comproprietà con Checo Giacomuzzi di Ziano

1834

1937

Ex mobilificio DEPAL, poi magazzino PANET, distrutto il 19.07.1985

Segheria dei CÜCHI

G. Battista Jellici

Successivamente trasformata in fabbrica di imballaggi di Emanuele Delladio (Corozòl)

Esisteva nel 1756

In demolizione nel 1911

Ex albergo Rio Stava lesionato il 19.07.1985 e ricostruito ex novo nel 1992

Segheria del

COMUNE

Per 5/6 del Comune

Per 1/6 di Delazzeri G. – Delugan – Zeni Valerio

1858

19 luglio 1985

Terreno sistemato a prato

Segheria STRIN

Trettel – Ceol – Feitrinelli

1858

1928-29

Magazzino Bortolas distrutto il 19.07.1985 ora incolto

Segheria TIVINI

Kustatscher Giorgio (Tivini)

Ignoto

1937-40

Terreno sistemato a prato

Segheria

PESA

Volcan Giambattista (Pesa)

1769 (?)

Alluvione 1882-85

Pascolo

Segheria MORETTO

Valerio e Alessandro Jellici (del Moreto)

1764

1950-60

Ricontruita ex novo come abitazione

Segheria NÖVA

Ultimo proprietario Longo Giuseppe (Mezaval)

1901

19 luglio 1985

Proprietà Longo ricostruita ex novo. Ora abitazione e falegnameria

 
 


Fonti:
Ricerca effettuata dalla classe III/B (1986)
Aggiornata dalla classe I/B (1995)
Elaborazione: Doliana Davide III/A (1995)
Acquisiti da persone esperte nel campo