La miniera di Prestavèl

La prima indicazione scritta circa l’attività mineraria sul monte Prestavèl risale al 1528. La miniera veniva sfruttata in modo saltuario per la produzione di modeste quantità di galena argentifera. 
 
Lo sfruttamento industriale per l’estrazione di fluorite iniziò ben più tardi con la concessione rilasciata il 6 marzo 1935 alla società Atesina per l’Esplorazione Mineraria alla quale subentrò, dal mese di marzo 1941, la società Montecatini. Fino alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso la produzione avveniva nella valle del rio Gambìs e non superava mediamente le 30 tonnellate al giorno. 
 
Attorno al 1960 la Società Montecatini decise di produrre fluorite pura al 97-98 per cento, utile per l'industria chimica, e di aumentare la produzione fino a 200 tonnellate al giorno. Per entrambi questi motivi la lavorazione fu trasferita dalla valle del rio Gambìs alla valle di Stava dove entrò in funzione, nella nuova area industriale, un impianto di flottazione. Rispetto al sistema gravimetrico, un impianto di flottazione necessita di molta acqua (10 metri cubi in media per tonnellata di roccia) e, a poca distanza, di un luogo dove innalzare la discarica per lo stoccaggio e la decantazione del fango residuato della lavorazione.  
 
La miniera e l’impianto sono stati chiusi dopo la catastrofe del 19 luglio 1985 quando la discarica, composta da due bacini di decantazione dei fanghi residuati della lavorazione, crollarono spazzando via la valle sottostante.
 
Foto:
Archivio Fondazione Stava 1985 Onlus
Carlo Alberto Spazzali
Graziano Lucchi