Le cartiere

Alcuni degli edifici che sorgevano lungo il rio Stava furono adibiti per un determinato periodo, principalmente nella seconda metà dell’Ottocento, a “fabbriche di carta paglia”.

Sfruttando l'energia fornita dall'acqua del torrente per i loro macchinari, producevano carta grossolana di diversi formati, in genere per alimenti, attraverso la lavorazione di fibre vegetali.

Il periodo in cui il mercato richiedeva quel prodotto fu abbastanza limitato e gli edifici, che originariamente erano mulini o segherie o fucine, subirono presto altre trasformazioni e destinazioni d'uso. 

I documenti ci parlano di due cartiere effettivamente riconosciute come tali:

La Cartèra Bertagnolli e la Cartèra Detuoni. 

Oltre a queste anche l'edificio che poi divnterà l'Albergo Rio Stava,  a partire dal 1921 dopo la Grande Guerra, venne utilizzato  per un certo tempo come fabbrica di carta-paglia da Emanuele Delladio di Tesero.